giovedì 19 maggio 2016

E se volessi giocare... Epica Classica?

Xαῖρε gente.
Questo è il diciottesimo articolo della mia rubrica, dove analizzo una serie tv, un videogioco, un romanzo o un film per capirne la struttura narrativa, consiglio giochi esistenti per giocare la stessa tipologia di storie e suggerisco qualche idea per crearne uno da zero.

Gli articoli fino ad ora pubblicati li trovate qua

Avrete anche notato che l'impostazione dell'articolo è cambiata: ho modificato la grafica, tenuto la verbosità al minimo e reso il tutto molto più snello. Fate finta che questa sia la seconda stagione di questa rubrica. 



Oggi infileremo i calzari di Hermes, ci difenderemo con lo scudo di Perseo e affronteremo assieme le dodici fatiche di Ercole del gamedesigner. Si parla di epica classica, un tema enormemente complesso che affronterò in maniera giocosa e, per forza di cose, superficiale, tutto nell'ottica di trasformare l'epos in gioco di ruolo. Questo tema lo avete scelto voi il mese scorso, attraverso un sondaggio che ha visto il romanzo gotico arrivare secondo. 

Dell'epica classica si sono dette tante cose; a me basta dire che l'epica non è altro che un modo per tramandare la memoria e l'identità di un popolo, e questa memoria poggia su opere immortali come l'Iliade e l'Odissea, e tutte le altre opere che celebrano le imprese gloriose di grandi eroi, esseri che trascendono le capacità umane e brillano di tutte le qualità che fanno grandi gli uomini: il coraggio, la forza, la lealtà. Innalziamo i nostri canti alle muse, dunque, e partiamo per la nostra piccola odissea.

I punti salienti di un'opera sono ciò che la rende unica e diversa da tutte le altre. Sapere quali sono i punti salienti dell'epica classica è fondamentale, se vogliamo capire come giocare questo genere al meglio. 


Storie di eroi...

I protagonisti dell'epica classica sono eroi; non sono assassini, non sono ingordi bastardi e non sono uomini comuni. Sono eroi, e l'eroe classico è, oltre che dotato di capacità sovrumane, καλὸς καὶ ἀγαθός, ossia bello e buono. Alla bellezza si accompagna la nobiltà, intesa principalmente come nobiltà d'animo e di intenti. Nonostante gli eroi classici siano tendenzialmente aristocratici inseriti in posizioni sociali privilegiate, non mancano giovani di origine umile che si arruolano spinti da intenti eroici. 

Ciò che muove l'eroe è la ricerca di gloria e fama. La battaglia e le avventure sono un modo per farsi ricordare dai posteri, e per questo a una degradante ritirata è sempre preferibile una gloriosa morte. Ma gli eroi hanno anche obiettivi più complessi, come tornare a casa, ereditare un regno, possedere la donna amata, e dei lati oscuri che li rendono temibili e più umani, come la collera o la superbia. 

... e di antagonisti

Un eroe ha sempre bisogno di un antagonista. Non sempre la natura dell'antagonista è malvagia. A volte questi è esso stesso un eroe, ma contrapposto a un altro eroe per via di obiettivi contrastanti. È il caso di Achille ed Ettore o Enea e Turno. 

Quando l'antagonista non è un eroe è sempre un sovrano, una strega o comunque un personaggio (o gruppo di personaggi, come i Proci per Ulisse) dotato di poteri, politici, magici o fisici, di grande portata e capace di mettere i bastoni tra le ruote all'eroe. Basti pensare a Paride e Menelao o a Perseo e Polidette. Questo antagonista ha sempre obiettivi in contrasto con quelli dell'eroe, oppure, per via di una profezia, sa che deve eliminare l'eroe per ottenere quello che vuole. Importante precisare che questo tipo di antagonista è (quasi) sempre mosso da pulsioni grette e egoistiche. 

Eros e thanatos

Le storie dell'epica classica sono imperniate di amore e morte. I personaggi principali sono sempre mossi da istinti primordiali, spesso legati alla lussuria, al sesso e all'attrazione sensuale, e l'amore diventa sempre un sentimento troppo forte, mal riposto e disfunzionale (pensiamo alla povera Didone). L'eros però, è qualsiasi spinta verso l'appagamento delle proprie pulsioni, una spinta che viene spesso interrotta dalla morte, thanatos, ossia da un epilogo drammatico e violento.

Nell'epica classica, l'amore e la morte sono due facce della stessa medaglia, e le passioni sono sempre costellate di morte e distruzione. Basti pensare all'amore tra Elena e Paride, capace di scatenare addirittura un'enorme guerra. Le passioni, infatti, deviano l'eroe dal suo cammino e lo portano a compiere passi falsi, a sfidare il destino, a crearsi nemici. 

Spesso, la violenza è la conclusione di tutte le vicende, in una catarsi finale che chiude tutti i fili dell'intreccio e pone fine alla storia. 

L'intromissione degli dèi

Gli eroi dell'epica classica sono nelle mani delle divinità, che li usano come pedine per farsi guerra indiretta tra loro. Questi esseri superiori, dai poteri assoluti ma dagli appetiti e problemi profondamente umani, si intromettono nel cammino dell'eroe, ne sposano la causa o cercano di fermarlo. Se non fosse per le azioni degli dèi l'eroe avrebbe una vita molto più semplice. Sono gli dèi che creano opposizione, ingannano e irretiscono altri personaggi, creano e schierano mostruosità e diventano avversari (sempre indiretti), il tutto per ottenere obiettivi legati al mondo terreno, come favorire una fazione piuttosto che un'altra, estinguere una stirpe regale, uccidere l'eroe perché frutto di tradimento (o perché ha peccato di hybris). Ma gli dèi possono anche fornire aiuti, quasi sempre sotto forma di oggetti magici o alleati sovrannaturali (spesso animali). 

Il fantastico mitologico

L'epica classica è imperniata di elementi fantastici, spesso e volentieri sotto forma di esseri mostruosi o magici, gli stessi che compongono l'enorme mitologia greco-romana. Questi esseri possono essere aiutanti o ostacoli. Quando sono aiutanti, non sono mai decisivi, ma aumentano le possibilità dell'eroe. Quando sono ostacoli sono mostri. 

Il mostro ha istinti primordiali, come fornicare, nutrirsi o arricchirsi, ma resi grotteschi e sbagliati dalla sua natura deforme e perversa. Il mostro diventa nemico dell'eroe perché, direttamente o indirettamente, si intromette tra lui e i suoi obiettivi. Quando l'eroe ci combatte, il combattimento non è mai lungo, perché il mostro viene sconfitto sfruttando il suo punto debole. 

Non manca la magia, sia sotto forma di vera e propria stregoneria, che modifica l'aspetto, compie prodigi e cambia l'animo degli uomini, vista sempre come negativa, sia sotto forma di preveggenza e grazia divina.











Di seguito troverete un elenco di punti che, per me, dovrebbero caratterizzare un gioco ideale sull'epica classica

  • Eroi come protagonisti: dovrebbe essere impossibile per i giocatori interpretare personaggi che non siano eroi e che non abbiano come obiettivo gesta eroiche. 
  • Eroi con obiettivi personali: o si mantiene un solo protagonista, cosa che reputo ideale, oppure i giocatori interpretano ognuno un eroe, ma senza la necessità di lavorare in party. Meglio se gli eroi possono fronteggiarsi, avere dissapori e seguire ognuno il proprio destino. Questo perché è necessario che gli eroi abbiano degli obiettivi da portare a termine. 
  • Atto eroico: nel genere di riferimento gli atti eroici, ossia azioni che trascendono i limiti umani, sia per forza fisica o per ingegno, sono sempre messi sotto i riflettori, e per questo appaiono unici. Sarebbe bello se la cosa venisse gestita allo stesso modo in maniera ludica, magari attivando una modalità, spendendo dei punti o in altri modi "giocosi".  
  • Combattimenti snelli: i conflitti violenti dovrebbero venire regolamentati in maniera rapida, snella e cinematografica. I round al secondo e i tiri per colpire non dovrebbero interessarci. Meglio se il gioco evitasse di avere un sottosistema per il combattimento.
  • Legami con gli dèi: ogni singolo eroe dovrebbe avere una certa posizione nei piani delle divinità. Sarebbe bello se i giocatori potessero usare i "favori divini" come valuta per inserire plot twist e ricevere aiuti, e chi usa gli antagonisti potesse usare i "dissappori divini" per inserire invece avversità. 
  • Brucianti passioni: ossia ciò che porterà l'eroe fuori strada. Ogni eroe potrebbe avere delle debolezze, e queste potrebbero venire sfruttare per incasinare la sua storia. L'ira di Achille potrebbe costargli cara e la lussuria di Paride potrebbe creare problemi.
  • Risoluzioni imprevedibili: le storie epiche della classicità sono piene di imprevisti, di ribaltamenti, di rovinose cadute e continui avanti e indietro. Un sistema di risoluzione che inserisca dei twist notevoli in maniera rapida è proprio quello che ci vuole.
  • Velocità narrativa: la velocità narrativa conta molto più della sua complessità, dato che spesso le vicende epiche sono semplici e popolate di personaggi più simili a stereotipi che non a persone vere. Il regolamento dovrebbe spingere a un ritmo veloce e snello. 





Siamo troppo pigri o non abbiamo il tempo per costruirci un gioco tutto da zero? Niente paura, di seguito vi propongo qualche titolo abbastanza azzeccato, che potrete usare al naturale o dopo una serie di modifiche.


Deus Opera - lo trovate qui
Dues Opera è un gioco decisamente inusuale, ma è anche un gioco che ha praticamente tutto quello che ci serve. I giocatori non interpretano un personaggio, bensì le divinità di un pantheon (che può essere quello greco, così come si può tranquillamente inventare). Queste possono essere benevole o malevole nei confronti dell'eroe (o eroi principali), personaggio creato in maniera condivisa e che vedrà il suo destino sballottato di qua e di là dai capricci delle divinità. I giocatori tirano i dadi per decidere quale versione dei fatti passerà, e il tutto diventa uno scontro tra volontà divine. 

Deus Opera è però un gioco epico. L'eroe ha un forte obiettivo, la sua vita si riempirà di drammi, vedrà i suoi amici cadere, ucciderà avversari e mostri e alla fine la sua storia arriverà a una catarsi finale.


Archipelago III - lo trovate qui
Come ha scritto il mio amico Daniele sul suo blog (cito): "Archipelago III nasce della volontà di giocare storie alla Ciclo di Earthsea di Ursula Le Guin, ma in realtà, a mio avviso, va ben oltre. Si tratta di un gioco di ruolo per giocare storie epiche e dai tratti poetici, tanto che ci verrebbero bene anche tragedie nordiche (qualcuno ha detto Love in the Time of Seið?), drammi cavallereschi, e persino una certa parte di storie ambientate nell’universo di Star Wars."

È quindi il gioco ideale per giocare storie di eroi classici. Infatti non ci si deve far ingannare dalla sua struttura quasi freeform. Le poche regole indirizzano verso una storia imprevedibile, eroica, dove i personaggi sono i veri protagonisti e dove i giocatori si divertono a incasinare le loro vite. 


Calips e Odisseo - lo trovate qui
Cito dal sito di Coyote: sull’onda degli echi lontani del poema omerico, una Dea accoglie un Naufrago nella sua terra e se ne innamora a prima vista. Egli è un uomo malinconico e tormentato, vinto dagli eventi e dal fato avverso, che gli impedisce di tornare alla sua patria dopo una lunga Guerra. La Dea costringe il Naufrago a raccontare la sua storia, nella speranza di scuoterlo dal suo torpore, ma nella paura di risvegliare il suo ardore per ciò che lo attende in patria.

Appare chiaro come, ispirato fortemente all'Odissea, questo giochino riesce a suo modo a ricreare alcuni topoi tipici dell'epica classica. Fossi in voi gli darei una chance. 

Si tratta di un gioco competitivo di azione e avventura, dove ogni giocatore vestirà i panni di un eroe greco al servizio di una divinità. Alla fine, solo un eroe diventerà il benedetto dagli dei e ascenderà a vera e propria leggenda vivente.

Nonostante dalle premesse risulti un gioco lontano dalla vera epica classica, non si discosta poi così tanto e ha dalla sua un'ottima atmosfera da "poema greco". È comunque un gioco che fa della competitività la sua arma vincente, tanto che a volte la storia passa in secondo piano. È sicuramente il gioco meno indicato tra quelli proposti. 

Swords Without Master -  lo trovate qui
Pur trattandosi di un gioco Sword & Sorcery, il piccolo gioiellino di Epidiah Ravachol potrebbe sposarsi bene anche con l'epica classica. I giocatori vestono i panni di "eroi" contro il mondo, le regole, il proprio destino e le proprie avversità. Eroi che possono essere ladri, pirati, banditi, re, cavalieri. 

Il gioco è snello e rapido, collaborativo nelle sue meccaniche avventurose. Tutto è pensato per stupire i giocatori con risultati inattesi e con un mondo stupendo e pieno di sense of wonder che si crea mano a mano. 


Chiudendo l'articolo, voi cosa ne pensate? Cosa dovrebbe avere un gioco sull'epica classica per essere davvero efficace? Come creereste un gioco dedicato? Quale gioco esistente, anche diverso da quelli proposti, usereste? Fatemelo sapere nei commenti.