mercoledì 21 febbraio 2018

E se volessi giocare... Shonen Manga?

Konnichiwa, gente. 
Siamo al trentunesimo articolo di questa rubrica, dove analizzo una serie tv, un videogioco, un romanzo, un film, un fumetto o un genere per capirne la struttura narrativa, consiglio giochi esistenti per giocare la stessa tipologia di storie e suggerisco qualche idea per crearne uno da zero.



Per questo articolo numero #31 era prevista un'analisi delle opere di Lovecraft, scelta fatta da voi in un sondaggio, ma ho preferito slittare un attimo e parlare di un genere che conosco molto meglio e del quale mi andava di parlare da tempo. Parlerò comunque di Lovecraft nel prossimo articolo della rubrica. 

Oggi quindi parliamo di manga e anime shōnen, ossia un tipo di storie giapponesi rivolte a un giovane pubblico maschile; non si può considerare un vero e proprio genere, ma le storie di questo tipo hanno degli elementi ricorrenti: uno o più giovani protagonisti dai grandi sogni e forza di volontà, con un focus sulle sfide da superare, sull'amicizia e sulla crescita. Tutti quanti abbiamo presente qualche opera shōnen. Chi non ha mai visto o letto Dragon Ball almeno una volta, probabilmente il manga più venduto di sempre? E poi ci sono One Piece, Naruto, Bleach, Hunter X Hunter, Captain Tsubasa, e tra le vecchie glorie, Hokuto no Ken (che in parte si discosta dal canone, ne ho parlato nel terzo articolo della rubrica), Saint Seiya e Jojo


I punti salienti di un'opera sono ciò che la rendono unica e diversa da tutte le altre. Sapere quali sono i punti salienti del genere shōnen è fondamentale, se vogliamo capire come giocarlo al meglio.

Siamo tutti ninja, o pirati, o...

La maggior parte dei manga shonen moderni, ma non solo, parte da un concetto base e lo esplora. Di solito, si parte da una categoria e la si estende a tutti i personaggi importanti del manga. Se ci pensate, in Naruto sono tutti ninja; in One Piece tutti pirati; in Bleach tutti shinigami; in Hunter X Hunter tutti cacciatori; in Saint Seiya sono tutti cavalieri; in Full Metal Alchemist sono tutti alchimisti. 

Solitamente in questo tipo di manga tutti i personaggi principali fanno parte di una categoria unica. A dispetto di questo però, i personaggi sono particolarmente diversi tra loro per comportamento, vestiario e, specialmente, poteri e abilità. 

Giovani eroi con un sogno...

I protagonisti dei manga shōnen sono, esattamente come i loro lettori, giovani ragazzi (quasi sempre di sesso maschile), caratterizzati da un sogno portentoso e totalizzante. Il sogno è qualcosa che non può mancare, perché rappresenta sempre un obiettivo enorme e difficile da raggiungere, capace di spronare il giovane eroe, o i giovani eroi, a dare tutto per raggiungerlo. Pensate a Luffy di One Piece, il cui desiderio è diventare il re dei pirati (ma ogni membro della ciurma in One Piece ha il suo sogno personale), o a Naruto, che vorrebbe tanto diventare Hokage.  Sono sogni impossibili, ma i giovani eroi possono riuscire perché sono iper competenti, agiscono attivamente per raggiungere i loro scopi e hanno un'innata forza di volontà. L'insegnamento alla base è che per raggiungere i propri sogni sia necessario lottare con i denti, non arrendersi e andare avanti a testa alta. Siamo migliori di quanto crediamo e solo ponendoci obiettivi complessi possiamo migliorare.

...e dei problemi

Ma questi giovani protagonisti hanno anche un passato problematico e doloroso alle spalle, qualcosa che li ha segnati e che nel corso del manga creerà loro difficoltà nel rapporto con gli altri o con se stessi. Pensate un po' a Goku che (non è spoiler dirlo dai, tutti hanno visto Dragon Ball) scopre di aver ucciso il nonno, o a  ogni singolo membro della ciurma di One Piece, ognuno con un dramma profondo alle spalle. Pensate a Cristal il cigno (Hyoga nella versione originale) di Saint Seiya/Cavalieri dello Zodiaco, o ancora a personaggi come Naruto. Ognuno di questi eroi ha alle spalle delle tragedie pesanti che supereranno lentamente solo con il supporto dei loro amici e del percorso di crescita che imboccheranno.

Tanti personaggi pittoreschi

Lo abbiamo accennato, i personaggi strambi e unici sono un po' uno degli stilemi più caratteristici del genere. Solitamente questi manga/anime presentano un numero enorme di personaggi secondari, che con l'avanzare della storia diventano sempre più numerosi e sempre più colorati e pittoreschi. Non esiste manga shōnen che non presenti un enorme e variegato parco personaggi. 

Archetipi di personaggio ricorrenti

Esistono degli archetipi precisi ricorrenti, riscontrabili in moltissimi manga shōnen. Cercherò di farne un velocissimo elenco non esaustivo, ma considerate che alcuni di questi possono fondersi tra loro (e molti sono stereotipi unisex):
  • Il sempliciotto: ama mangiare, dormire, allenarsi e... tendenzialmente poco altro. Ha un cuore d'oro, può risultare ingenuo e tende a prendere ogni problema di petto in maniera focosa e non ragionata (Goku, Luffy, Naruto, Natsu).
  • Il tenebroso: di solito quello con la crescita maggiore. Inizia la storia come una specie di asociale musone che crede di essere migliore degli altri. Prende le cose molto sul personale  e tende a essere moralmente ambiguo (Vegeta, Piccolo, Sasuke, Byakuya, Grey). 
  • Il testa calda: si arrabbia subito, è parecchio permaloso, non ragiona mai e deve sempre provare agli altri di essere il migliore. A volte può apparire come crudele e ha un concetto tutto suo, ma condivisibile, di virilità e onore (Bakugo, Renji Abarai, Edward Elric, Natsu, Grey).
  • Il pusillanime: si preoccupa di tutto, è fifone e smidollato, oppure pigro e ignavo, ma sogna l'avventura e un futuro da grande eroe. Di solito ha enormi doti tattiche ed è uno dei più intelligenti e geniali del gruppo (Usopp, Deku).
  • Il pervertito: altruista e gentiluomo, si ingrifa subito quando vede una bella ragazza, tanto da perdere la testa o avere copiose epistassi dal naso (Sanji, Jiraya, Mugen).
  • Il doppiogiochista: qualcuno che si unisce al gruppo di eroi per meri interessi personali, ma che alla fine capirà la fortuna ce ha tra le mani e cambierà completamente, diventando un amico sincero (Nami, Bulma).
  • Il sapientone: occhiali, modi da primo della classe e ligio oltre modo alle regole. 
  • Il vecchio maestro: potentissimo vecchietto che allena i protagonisti e dona loro nuove conoscenze. 

Duelli coreografici all'ennesima potenza

Quasi la totalità degli scontri che contano sono duelli 1 contro 1. Pensateci bene: è raro che i combattimenti avvengano tra gruppi di personaggi. Anche nei manga sportivi gli scontri, persino se parlano di sport di squadra, avvengono sempre tra due personaggi specifici (con l'eccezione di shōnen molto atipici come Slam Dunk). Questi scontri sono sempre coreagrifici e con tanto di poteri urlarti a squarcia gola. Sono scontri che iniziano in sordina, con i personaggi che si studiano e non fanno sul serio, per poi escalare in progressione sino a che i duellanti non arrivano a mostrare il loro vero potere, non prima di aver visto i protagonisti ricevere un sacco di colpi e riprendersi sul finale dello scontro. Basta farci caso: il potere finale non viene mai utilizzato all'inizio del combattimento, come farebbe qualsiasi persona sana di mente per chiudere subito le danze, ma solo alla fine, dopo innumerevoli colpi, per aumentare il pathos, la tensione e l'epicità. Un gioco di ruolo sugli shōnen dovrebbe tenere in conto questa caratteristica e farla propria. Inoltre dovrebbe seguire uno schema simile:
  1. Nemico quasi invincibile
  2. Eroe che riceve un sacco di colpi
  3. Nemico che fa qualcosa di cattivo e ferisce i sogni o gli amici dell'eroe
  4. Eroe che, in un'esplosione di forza di volontà, dimostra una nuova tecnica o utilizza in modo nuovo una vecchia tecnica.
  5. L'eroe vince.
Quasi sempre presente, inoltre, un commentatore che spiega agli spettatori cosa avviene sullo schermo. 

Buoni sentimenti e forza di volontà

Nello shōnen manga medio i legami con le persone che amiamo fanno sempre la differenza. Amicizia, amore, fratellanza, solarità e buoni propositi sono concetti concreti che donano un vigore impossibile e permettono di superare ostacoli altrimenti insormontabili. I buoni sentimenti, tra cui vale la pena infilare anche l'altruismo e la gentilezza, sono, in media, sempre punti di forza che portano i protagonisti a vincere a dispetto dei pronostici. 

Un altro elemento fondamentale è la propria forza di volontà; pensate al classico eroe atterrato e pronto a venire sconfitto, che invece si rialza e, pur se ferito a morte, riesce a rimontare e alla fine vincere lo scontro. La forza di volontà, sempre innescata da qualche buon sentimento (amicizia, amore, ecc.) è l'arma principale di qualsiasi protagonista che si rispetti.

Power up continuo...

Ogni scontro è progressivamente più impegnativo e difficile del precedente. Il potere degli avversari aumenta in progressione, quindi è necessario che anche gli eroi lo facciano. Gli allenamenti sono indispensabili, e ci sono sempre scene in cui l'eroe si sottopone a sessioni estenuanti di allenamento, ricerche magiche per sbloccare qualche potere sopito o momenti di introspezione relativi a qualche power up imminente. Pensate alle famose scene di Dragon Ball ambientate nella stanza dello spirito e del tempo.  

In un gdr shōnen sarebbe doveroso ricordare che i personaggi non diventano più forti semplicemente combattendo contro gli avversari (come avviene in D&D, per esempio, dove vengono dispensati punti esperienza per aver sconfitto i mostri), ma appunto allenandosi duramente. Le fasi di allenamento sono sempre tra le più intriganti e importanti e servono a sbloccare un potere particolare capace di sconfiggere un determinato avversario. Gli avversari sono infatti inizialmente invincibili. Dopo un iniziale scontro in cui viene sconfitto, l'eroe è costretto ad allenarsi e a sbloccare un potere che gli permetterà di scontrarsi con il super nemico. 

...ma anche crescita interiore

Diventando più forti i personaggi affrontano le loro paure e i loro limiti, e, ovviamente, i loro traumi. Questo li cambia come persone. Ogni avversario abbattuto è un modo per crescere, diventare più consapevoli di se stessi e diventare adulti. I personaggi degli shōnen hanno sempre degli archi narrativi in cui cambiamo come persone, e questi sono legati a doppio filo con il power up.


 Le saghe

Non tutti i manga/anime shōnen hanno questa struttura, ma è abbastanza comune. Una saga è un grosso evento narrativo in cui un nemico principale mette in pericolo il mondo/l'esistenza o semplicemente qualcosa di caro agli eroi per portare a termine i suoi obiettivi personali, in una specie di versione distorta del sogno dei protagonisti. Durante una saga i personaggi affrontano diversi avversari, diventano più forti dopo aver subito delle sconfitte e di solito vengono rivelati nuovi personaggi e nuovi colpi di scena. Pensate a Dragon Ball e a come sono strutturate le famose saghe di Freezer, Cell e Majin Bu. 

Tipologie di shōnen

Arrivati a questo punto mi sembra doveroso suddividere le varie tipologie di shōnen. Sono principalmente due: gli shōnen di combattimento e quelli sportivi. 

I manga/anime di combattimento più famosi sono: Dragon Ball, Naruto, One Piece, Saint Seiya (I cavalieri dello zodiaco), Bleach, Digimon. Una variante dei manga/anime di combattimento sono i manga sui mecha, i classici robottoni. Per fare qualche esempio: Evangelion, Mazinga Z, Gurren Lagann. Ne parli approfonditamente in questo articolo della rubrica

I manga/anime sportivi (denominati spokon) più famosi sono: Slam Dunk, Captain Tsubasa (Holly e Benji), Air Gear, Eyeshield 21, Inazuma Eleven. Alcuni manga/anime sportivi sono poco distinguibili dai manga di combattimento, tipicamente perché lo sport esplorato è uno sport di arti marziali: Uomo Tigre, Judo Boy, Rocky Joe.

Non mancano ovviamente esempi di confine tra le categorie. Alcuni manga/anime invece sono un mix tra quelli di combattimento e quelli sportivi, poiché presentano scontri slegati dalle competizioni ufficiali, ma molto spesso anche competizioni ufficiali, come ad esempio: Yugi-Oh, Pokémon, Beyblade. Molti manga di combattimento possono presentare competizioni sportive all'interno delle loro saghe. Uno degli esempi principali è il torneo Tenkaichi di Dragon Ball.




Di seguito troverete un elenco di punti che, per me, dovrebbero caratterizzare un gioco ideale sugli shōnen manga.
  • Protagonisti con un sogno: dovrebbero avere un obiettivo e questo obiettivo utopico dovrebbe caratterizzare la crescita interiore dei personaggi, i quali cresceranno come persone cercando di raggiungerlo. Chiaramente, raggiungerlo significherebbe finire il gioco (end game). 
  • Power up continuo: non c'è bisogno di livelli o cose simili, ma senza dubbio il power up si deve sentire e deve essere meccanicamente intrigante. I personaggi diventano mano a mano più forti, più competenti e sbloccano tanti poteri tamarri. Si deve sentire il percorso di potenziamento, e si deve percepire il divario tra chi è diventato più forte e chi no. Sono convinto esistano sistemi più funzionali dei livelli, ma se non vi viene in mente di meglio anche i livelli vanno bene. 
  • Giocattolosità: questa probabilmente è una mia opinione, ma i manga shōnen sono di base dei grossi videogames, quindi un gdr su di loro dovrebbe avere delle componenti giocattolose. La creazione dei poteri è la parte che si presta di più, con vantaggi, svantaggi, danni, turni di caricamento e cose simili.
  • Combattimenti  coreografici 1 VS 1: sono essenziali e vanno gestiti in modo tale che gli altri giocatori non si annoino (potrebbero fare il pubblico inserendo i classici commenti alle azioni dei combattenti). Importante da morire è la coreograficità dei combattimenti, che dovrebbero seguire tutti gli stilemi tipici dei manga, con tanto di escalation progressiva dei poteri. Dimenticate griglie di battaglia, movimenti x round e cose simili, perché ucciderebbero il momento. Serve un sistema di combattimento più libero, descrittivo, dove narrare tamarrate e fare cose impossibili senza curarsi di quanti metri ci si possa muovere. 
  • Scene di allenamento: come si diventa più forti? Non certo prendendo punti esperienza per aver sgozzato dei goblin. No, allenandosi duramente. Le scene di combattimento dovrebbero essere l'unico modo per battere gli avversari più temibili. 
  • Forza di volontà: simulare quei momenti dei manga in cui l'eroe sembra sconfitto ma poi, con uno sforzo di volontà, si rimette in piedi e dimostra una forza fuori dal comune, è una delle priorità. 
  • Tanti personaggi colorati: un parco personaggi vasto e accattivante è abbastanza tipico, quindi dovremmo trovare un modo per ricreare qualcosa di simile. Mi piace l'idea di far gestire più personaggi ai giocatori, magari facendoli comprare con delle speciali valute. In questo modo sarebbe possibile comprare anche i cattivi, che come nel più classico degli shōnen, inizierebbero un percorso di redenzione (vedi Vegeta o parecchi personaggi di Fairy Tales).
  • Struttura narrativa a saghe: quasi tutti i manga shōnen hanno una struttura simile, quindi sarebbe molto carino aiutare il master o chi per lui in caso di gm-less a ricreare una struttura di questo tipo.
  • L'importanza del legami: i legami di amicizia e amore sono ciò che danno forza agli eroi, pertanto dovrebbero avere valore meccanico ed essere legati alla forza di volontà. 






Siamo troppo pigri o non abbiamo il tempo per costruirci un gioco tutto da zero? Niente paura, di seguito vi propongo qualche titolo abbastanza azzeccato, che potrete usare al naturale o dopo una serie di modifiche.

Fate Accelerato - lo trovate qui
Autori: Fred Hicks, Rob Donoghue
Numero giocatori: 3-6
Durata: svariate sessioni
Lingua: italiano, inglese
Tipologia: con master
Fate è forse, ad oggi, il gioco migliore per dare vita a una storia shōnen. Parla di eroi competenti, proattivi e drammatici, e il tipico protagonista dei manga ricade in tutti e tre i punti in maniera perfetta. Inoltre, la struttura dei conflitti, così libera e coreografica, e l'uso degli aspetti, sono due elementi che riescono a ricreare praticamente ogni singolo contesto dei manga shōnen. A differenza del Base, il Fate Accelerato non usa le abilità ma gli approcci, molto migliori per i manga, dato che permette di differenziare tantissimo personaggi facenti parti di categorie/classi simili.  

Il gioco, per quanto mi riguarda, sarebbe già adatto così com'è, vanilla, ma siccome sono un pignolo insopportabile, sento la mancanza di alcuni elementi, come una certa giocattolosità (che pure c'è) e una struttura più affine per i combattimenti. Sono pigro e inconcludente, ma sto lavorando a una versione del Fate Accelerato che segue tutti i cliché dei manga shōnen e vi spiega come creare il vostro manga. Non aspettatevi di giocare Dragon Ball, Naruto o boh, qualcos'altro di famoso, ma più che altro questa hack si focalizza su creare da zero il vostro manga ideale. Trovate tutto qui (occhio, non è finito). 


Anima Prime - lo trovate qui
Autore: Christian Griffen
Numero giocatori: 3-6
Durata: svariate sessioni
Lingua: inglese
Tipologia: con master, crunchy
Anima Prime è sicuramente uno dei giochi migliori per giocare un manga shōnen, e d'altronde nasce proprio per quello. Tutto, dalla creazione dei personaggi alla scelta dei poteri, dalla progressione narrativa al bellissimo sistema di combattimento, gridano mangosità da tutti i pori. Il sistema di combattimento permette di narrare liberamente le peggio tamarrate, ma richiede una certa padronanza delle meccaniche per essere utilizzato al meglio, la qual cosa rende sfidante il padroneggiare le meccaniche. Il gioco presenta già una lista di poteri molto ispirati a Final Fantasy e Avatar Legend of Aang, ma riadattabili a diverse evenienze. 
Per quanto mi riguarda lo consiglio caldamente, è uno di quei titoli che meriterebbero molto più spazio e attenzione. 


Musha Shugyo - lo trovate qui
Autore: Luca De Marini, Daniele Fusetto
Numero giocatori: 3-6
Durata: svariate sessioni
Lingua: italiano
Tipologia: con master, crunchy
Nasce come gioco dei picchiaduro, ma Musha Shugyo si è lentamente evoluto in qualcos'altro. Ad oggi consta di una community immensa che ha dato vita a un numero incalcolabile di hack ed espansioni. Alcune delle espansioni ufficiali, come Darkmoor, aggiungo parecchia enfasi sul roleplay, trasformando di fatto Musha in un gdr a tutti gli effetti.
Il gioco pone molta enfasi su combattimenti coreografici molto mangosi, con tanto di poteri ed escalation. Espansioni come Darkmoor aggiungo tutta la parte di ruolo che mancava, e che in realtà deve più ai manga che non a D&D. 



Tenra Bansho Zero - lo trovate qui
Autore: Junichi Inoue
Numero giocatori: 3-6
Durata: svariate sessioni
Lingua: inglese, giapponese
Tipologia: con master, crunchy
Gioco giapponese dannatamente crunchoso ed enorme, Tenra ha una sua ambientazione post-apocalittica dedicata dove troverete praticamente tutti i cliché tipici dei manga shonen, dai mega robottoni ai guerrieri dotati di superpoteri. È il paradiso degli amanti dei manga shonen e riesce a ricreare abbastanza bene i tipici momenti del genere. Purtroppo non ho ancora avuto modo di leggerlo come si deve, figuriamoci di provarlo, ma sembra un prodotto validissimo. Certo, dovrete prepararvi a una mole enciclopedica di pagine, informazioni, regole e numeri. 


Altri giochi 

Shinobigami: altro gioco giapponese dannatamente mangoso, dove i giocatori interpretano ninja di diversi clan che, in un Giappone moderno iper esagerato, dovranno darsela di santa ragione. Si tratta di un gioco basato quasi esclusivamente sul pvp, quindi manca di tutta la parte di "party" tipica del genere di riferimento, ma nonostante questo sembra parecchio figo. 
OVA, the anime role-playing game: giocone molto intrigante tutto incentrato a ricostruire i manga shonen. Ha dei buoni spunti e farà la felicità degli amanti del gdr tradizionale, ma proprio perché non si discosta troppo dall'approccio classico fallisce in alcune parti, specialmente nella struttura narrativa, che ricorda più un D&D che non un tipico manga. Per me comunque un gioco a cui dare una chance.   
7th Sea: sembra un suggerimento assurdo anche a me, ma il mio amico Emanuele Galletto è abbastanza sicuro che la cazzonaggine insita nel regolamento sia adattissima a un genere altrettanto cazzone come quello shōnen. Certo, è necessario un profodo lavoro di hacking alla base. 

Esistono inoltre dei titoli ormai datati, come il folle Teenager Manga Mutanti, che sono invecchiati male e sono più delle goliardate che non dei seri tentativi di giocare i manga shōnen. Detto questo, se non conoscete Teenager Manga Mutanti correte ad informarvi, ne vale la pena. 



Chiudendo l'articolo, voi cosa ne pensate? Cosa dovrebbe avere un gioco sui manga shōnen  per essere davvero efficace? Come creereste un gioco dedicato? Quale gioco esistente, anche diverso da quelli proposti, usereste? Fatemelo sapere nei commenti.