martedì 2 agosto 2016

I tanti colori di Trollbabe

Interrompo lo stop estivo per scrivere un articolo che è l'esatto opposto della mia serie di articoli E se volessi giocare. In quella rubrica parto da un'opera o genere noti e, dopo aver capito come sono strutturati, vedo come sarebbe possibile giocare storie simili con diversi giochi di ruolo.

Claudia Cangini
Con questo articolo farò esattamente il contrario. Partirò da un gioco ben preciso e, in base al tipo di storie che permette, vedrò un po' come adattarlo a diverse opere affini. Insomma, vedrò come fare dei color hack, che per i non addetti, trattasi di modifiche sul colore del gioco (setting, personaggi, apparenza). Potrebbe essere un esercizio inutile, certo, ma potrebbe anche interessare. 

Per iniziare mi va di mettere sotto i riflettori un gioco molto famigerato ma purtroppo poco conosciuto al di fuori di alcuni ambienti: Trollbabe (qui la versione italiana).

Ideato da Ron Edwards nel 2002, e ancora considerato un gioco innovativo nonostante abbia già 14 anni sul groppone, Trollbabe è un gdr seminale e uno di quei giochi che si amano o si odiano. Nel gioco i giocatori interpretano ognuno una trollbabe, eroina femminile ibrido tra gli uomini e i troll, troppo diversa rispetto a ognuna delle due culture per farne davvero parte. Nel gioco esistono tante trollbabe quanti sono i giocatori: esse sono uniche e la loro presenza lascia sempre il segno; sono eroine che seguono il trope del drifter, tanto da agire da sole ognuna nella propria avventura personale. Il party non esiste, in Trollbabe. 

Partendo dalla classica struttura master/giocatori, Trollbabe rimescola le carte in tavola per quanto riguarda i poteri dei partecipanti, la narrazione dei conflitti e i conflitti stessi (divisi in tre arene di conflitto precise), in modo da ottenere storie episodiche, a scala sempre crescente, di eroine esagerate e potentissime che arrivano come esterne in una situazione tesa e la modificano con le loro azioni (o inazioni). Potesse interessarvi, il mio amico Ivan ha scritto una recensione molto completa del gioco

Le meccaniche di Trollbabe sono pensate per un certo tipo di storia, ma si adattano senza troppi problemi ad altre ambientazioni senza snaturare in alcun modo il tipo di storie che Trollbabe permette di vivere. Grazie a quest'impostazione, fare dei color hack del gioco potrebbe essere relativamente semplice. 
Tazio Bettin

Ecco alcune idee per fare dei color hack di Trollbabe basati su opere famose. 

In un futuro post nucleare, dove le risorse sono scarse e la legge è ormai un ricordo del passato, Max è un folle vagabondo che viaggia senza meta nel vasto deserto tossico che è ormai il mondo. Le sue avventure sono narrate nella serie cinematografica ideata da quel genio di George Miller. Max è il drifter per eccellenza. Finisce nei guai praticamente per caso, e spesso per caso riuscirà ad uscirne. Si tratta però di un personaggio larger than life, una trollbabe fatta e finita.

Nel mondo di Max la magia non esiste, e anche la tecnologia non gioca un ruolo poi così forte. Quello che possiamo fare è sostituire la magia con pilotare. In Mad Max gli inseguimenti in auto sono all'ordine del giorno, tanto che l'ultimo capolavoro della saga, Fury Road, non è altro che un lungo e spettacolare inseguimento. Per questo motivo ogni personaggio dovrebbe descrivere il proprio mezzo di locomozione.

Ah, importante. Qui i troll non esistono, e i nostri personaggi potrebbero essere Max e/o altri vagabondi del deserto tossico. Al posto di scegliere un oggetto umano e uno troll, i giocatori potrebbero avere un oggetto del passato prima della catastrofe e un oggetto legato alla catastrofe. Al posto dell'incantesimo magico ricordato, sarebbe figo inserirci un'insperata botta di culo


Hokuto no Ken si ambienta in un mondo post-apocalittico che deve moltissimo all'immaginario creato da Mad Max. Il protagonista dell'opera è Kenshiro, un guerriero di arti marziali che viaggia per questo mondo devastato alla ricerca di vendetta. Anche lui ricalca abbastanza bene la figura del drifter: arriva in un luogo problematico e, grazie alle sue azioni, ne cambia l'assetto. 

In questo color hack fatto di tamarragine pura, possiamo decidere di giocare Ken (e quindi nessuno può mai incontrarsi) oppure eroi simili a lui, maestri di qualche scuola marziale dai nomi "stellari". Il mondo di Ken è ancora più violento di quello di Trollbabe, quindi tutte le meccaniche vanno più o meno bene. Vanno però cambiate due statistiche: combattimento e magia, che potrebbero diventare due forme diverse di arti marziali, una per i colpi diretti e l'altra per gli attacchi che manipolano gli tsubo (ridanno la vista, causano tumori, ecc.). Tutti i riferimenti alla magia vanno modificati con riferimenti a distinte scuole di arti marziali, cosa che dobbiamo far riflettere anche sui tiri aggiuntivi. 

Per ulteriori spunti potete controllare questo articolo


Parliamo di Xena, ma il discorso si amplia anche a Hercules, serie principale della quale Xena è in effetti lo spin-off. Xena è una guerriera malvagia pentita, in viaggio per l'antica Grecia (e non solo) in cerca di redenzione. Quasi invincibile, sensuale e piena di buona volontà, durante il suo viaggio affronterà situazioni tese in cui finirà quasi per caso, per uscire dalle quali cambierà spesso lo status quo di piccole comunità, combatterà mostri mitologici, contrasterà divinità e creerà legami più o meno duraturi. La serie di Hercules funziona più o meno allo stesso modo.

Il problema principale è che Xena è una sola, quindi il gioco potrebbe diventare per soli due giocatori (GM e Xena), ma potremmo pensare di inserire anche Hercules, aggiungendo così un terzo giocatore, con le stesse dinamiche delle Trollbabe: avventure separate, e a volte ci si incontra. 

Le caratteristiche rimarrebbero invariate, a parte magia; in Xena la magia esiste, ma nessuno dei protagonisti la utilizza. Potremmo sostituirla con qualcosa come "trucchetti": nascondersi, usare trappole, arnesi strani e cose del genere. Anche la lista per i "tiri aggiuntivi" andrebbe in parte rivista, sostituendo un incantesimo ricordato o altro effetto magico con un aiuto divino. Cambierebbe anche l'oggetto troll, trasformabile in un oggetto divino.

Per il resto, il mondo di Xena è brutale e ricorda molto da vicino quello di Trollbabe.   

Le avventure del pazzo con una cabina blu, ossia la serie di fantascienza più longeva di tutti i tempi. Doctor Who è un'infinita avventura nello spazio e nel tempo, con protagonista il Dottore, un alieno unico nel suo genere che, grazie a un'astronave e macchina del tempo chiamata Tardis, viaggia di epoca in epoca e di pianeta in pianeta, spesso con una companion, risolvendo problemi, combattendo mostri e salvando persone, in un perenne girovagare privo di un reale scopo, se non il viaggio stesso. 

Fare un color hack di Trollbabe a tema Doctor Who significa giocare il Dottore invece che una Trollbabe. Certo, sembra tutto perfetto, ma nel gioco originale le varie Trollbabe possono incontrarsi. E qui? Anche qui, perché ogni giocatore utilizzerebbe un Dottore differente, persino inventato (il 26° Dottore, per esempio), e nella serie a volte i vari Dottori si incontrano. Se non lo sapeste, il Dottore si rigenera in una nuova persona ogni volta che viene ferito. 

Ovviamente, in DW non si combatte e la magia non esiste; al posto del combattimento potremmo inserire "fuga" (si corre tanto in Doctor Who), mentre la magia diventerebbe "tecnologia" (Technobabble se scrivessimo l'hack in inglese), che in DW spesso sembra vera e propria stregoneria. A questo proposito andrebbe anche rivista la lista dei "tiri aggiuntivi", inserendo un effetto o oggetto tecnologico imprevisto e il cacciavite sonico, e l'oggetto troll diventerebbe un oggetto alieno. Anche la scala andrebbe modificata, perché in DW varia di episodio in episodio in maniera imprevedibile e non crescente. 

Ultima modifica possibile: come vogliamo gestire la companion? Una forma speciale di relazione, spendibile più volte fino all'abbandono/morte del companion? Oppure vogliamo farla utilizzare a un terzo giocatore?

Per ulteriori spunti potete controllare questo articolo


Avete mai sentito parlare del samurai cieco? Se la risposta è no, vergognatevi. Se la risposta è si, allora sappiate che Trollbabe potrebbe permettervi di giocare avventure molto simili a quelle di Zatoichi, e in generale le storie di rōnin giapponesi che viaggiano di villaggio in villaggio, come Kenshin, o addirittura Samurai Jack. In queste storie, l'eroe è un drifter che viaggia di villaggio in villaggio perseguendo i suoi scopi, ma spinto dal buon cuore aiuta la gente del posto e risolvere problemi che solo la sua spada è in grado di sconfiggere. 

In molte di queste storie la magia non esiste, o almeno non nei modi a cui siamo soliti pensare.  I grandi combattenti giapponesi utilizzano la potenza della loro volontà per fare cose straordinarie. Quindi, che ne dite se la magia diventa volontà o ki?  Se invece non vogliamo alcun inserto soprannaturale, possiamo decidere di sostituire combattere con Kenjutsu, ossia il combattimento diretto e pulito, e la magia con il Ninjutsu, tecniche ninja e evasive. Un incantesimo ricordato diventerebbe una potente tecnica proibita

Lo so che sembra assurdo, ma prima di prendermi a parolacce leggete un po' le mie motivazioni. Tanto nei videogiochi che nell'anime si parla di un giovane allenatore di pokémon che parte in cerca di avventure e di pokémon; vuole sfidare le palestre, catturare nuovi mostriciattoli e diventare un allenatore migliore. Durante il viaggio, farà tappa in luoghi sempre nuovi, ognuno con i suoi problemi da risolvere, legati sempre in qualche modo al mondo dei mostri tascabili e con una scala mano a mano crescente. Conoscerà nuovi amici, si farà nuovi nemici e risolverà situazioni. 

Appurato dunque che le premesse sono quelle giuste per il regolamento base di Trollbabe, vediamo un po' come modificare tutto il resto. Per prima cosa, potremmo utilizzare una doppia meccanica per le relazioni: una per gli umani e una per i propri pokémon (massimo 6). Le relazioni con i mostriciattoli si creerebbero catturandoli o ottenendone l'amicizia. In questo contesto le relazioni non possono venire uccise, ma al massimo andranno KO e forse dovremmo agire attivamente per ripristinarli. La violenza in Pokémon non esiste, e infatti è la prima cosa da rivedere anche per quanto riguarda la preparazione del GM.

Ovviamente, cambia il tipo di personaggi che andremo a giocare. In Trollbabe giochiamo esseri unici, in Pokémon invece un allenatore tra altri allenatori; questo però non è propriamente vero, perché i protagonisti di Pokémon sono unici, rari cuori puri, capaci di entrare automaticamente in comunione con i pokémon. Questo ci impone di modificare anche le tre statistiche, che potrebbero diventare: Empatia (invece che sociale), Abilità Pokémon (al posto di combattere) e Esplorare (per tutto ciò che concerne il viaggio, l'uso di oggetti, ecc). Cambiare i "tiri aggiuntivi" con oggetti e possibilità tipiche di Pokémon, poi, dovrebbe essere rapido.

Per ulteriori spunti potete controllare questo articolo



Per concludere, Trollbabe potrebbe essere una buona scelta se volete giocare storie di pistoleri solitari in stile Leone. Nelle storie tipiche dello spaghetti western, l'eroe solitario arriva in qualche città polverosa spinto dai propri interessi, ma risolverà comunque dei problemi locali come risultato delle proprie azioni.

Il problema principale, per una hack simile, è che la magia perderebbe di significato, e non riesco a pensare a un'arena di conflitto con cui sostituirla. Ed è un peccato, perché il tema si sposerebbe benissimo con tutto il resto del regolamento del gioco. Voi che leggete, avete idee? 


Un'idea di color hack originale


Avete familiarità con il concetto di hanyō? No? Nessun problema, spiego io. Nel folklore giapponese un hanyō è il frutto dell'amore tra un essere umano e uno yōkai, che a sua volta è uno spirito o mostro. Nella nostra lingua non esiste un termine capace di tradurre tutte le sfumature insite nella parola giapponese, ma possiamo considerare un hanyō come un mezzo demone o mezzo spettro. 

Nel color hack che propongo, le trollbabe vengono sostituite dagli hanyō, esseri unici anch'essi figli di due mondi. Non abbastanza umani da essere accettati tra gli uomini; non abbastanza mostri per essere yōkai. Data la loro natura, gli hanyō possono usare la magia. Quella umana è un intrico di rituali, parole e pergamene. Quella delle yōkai è diretta, brutale e brucia energia naturale e vitale. 

A differenza delle trollbabe, ogni yōkai ha delle capacità innate uniche che si palesano nel suo aspetto. Occhi da volpe? Una coda o nove code? Orecchie da gatto? Corna da oni?
I nostri ibridi jappici viaggiano sulla mappa di un Giappone mitico, entrando in contatto con villaggi assediati da briganti, foreste dove gli spiriti della natura stanno morendo, campi dove la guerra ha bruciato tutto.

La cosa bella di questo color hack è che le modifiche sono davvero solo colore. Tutto l'impianto del gioco rimane invariato, non abbiamo bisogno di toccare nulla.



E voi? Avete altre idee su come hackare Trollbabe? Se si, fatemele sapere.