sabato 13 agosto 2016

E se volessi giocare... Stranger Things?


Salve, e bentornati negli eighties.
Oggi vi beccate un articolo speciale di questa rubrica, dove analizzo una serie tv, un videogioco, un romanzo, un film o un genere per capirne la struttura narrativa, consiglio giochi esistenti per giocare la stessa tipologia di storie e suggerisco qualche idea per crearne uno da zero.


Gli articoli fino ad ora pubblicati li trovate qua.



Come si diceva, questo è un articolo speciale. In teoria il 21esimo articolo doveva essere un altro, ma Stranger Things ha avuto un impatto così devastante e positivo, su noi nerd DungeonsDragosi, che mi sembrava 
Cose come questa rendono l'idea di quanta voglia
ci sia di giocare di ruolo storie alla Stranger Things. 
doveroso parlarne. La serie è così legata ai giochi di ruolo che sembra automatico provare a pensare come giocare di ruolo storie simili.

Ma che tipo di storie? Stranger Things è una stupenda serie originale Netflix che strizza l'occhio agli anni '80, a registi del calibro di Spielberg e Carpenter e a romanzieri come Stephen King. 

In questo articolo tratterò Stranger Things come la summa di un genere. Un genere senza nome, dove il fantasy weird e l'horror figlio di Lovecraft incontrano i sentimenti tipici dei film con ragazzini. Un polpettone in salsa eighties, un Cthulhu con i cuoricini, dentro il quale si inscrivono cultoni senza tempo come E.T., The Goonies, It (romanzo), Stand By Me, Explorers, ma anche nuovi brand come Super 8 o Gravity Falls










I punti salienti di un'opera sono ciò che la rende unica e diversa da tutte le altre. Sapere quali sono i punti salienti di Stranger Things e opere simili è fondamentale, se vogliamo capire come giocare questo genere al meglio.

Ragazzini nerd outsider amici per la pelle

I protagonisti di Stranger Things, come saprete, sono ragazzini nerd anni '80, con bici, walkie-talkie, passatempi nerd (D&D!), famiglia borghese benestante e tradizionalissima, bassa popolarità a scuola e bulli pestatori al seguito. Sono outsider. Questa è anche la base di film come E.T., The Goonies, Explorers e Stand by me. 
Questi ragazzini non sono solo curiosi, in gamba e molto colti e intelligenti per la loro età, ma sono un gruppetto di amici uniti per la pelle da un'amicizia fortissima e totale. Hanno i loro posti segreti, il loro linguaggio in codice, il loro modo di comunicare a distanza e i loro passatempi, tutte cose incomprensibili a quasi tutti i loro coetanei e agli adulti. Dato che non possiedono poteri o abilità fuori dal comune, la loro vera forza è la loro unione profonda, che li renderà capaci di imprese impossibili a qualsiasi adulto.

La realtà della periferia americana

I protagonisti giovincelli vivono all'interno di una realtà credibile e quotidiana, quella di un tranquillo e sonnacchioso paesello di provincia, rigorosamente negli USA e rigorosamente anni '80 (queste ultime due cose però potrebbero non essere imprescindibili), di cui l'inventata Hawkins è un ottimo esempio (come sono ottimi esempi Astoria o le cittadine del Maine dei racconti di King). I nostri ragazzini vanno a scuola, vivono all'interno di famiglie più o meno classiche, sono circondati dal solito stuolo di personaggi da provincia bigotta. Tutto è pensato per sembrare monotono, tranquillo e tremendamente ordinario.

Il problema dei protagonisti

In tutto questo, i nostri ragazzini devono affrontare un problema terra-terra, reale e banale, come i bulli, la separazione dei genitori, gli impiccioni, i debiti, degli immobiliaristi senza scrupoli e così via. Sono problemi di personaggi in qualche modo oppressi, non certamente vincitori, ritenuti diversi e deboli dalla gente del piccolo paese. 

Il mistero da svelare

Nella realtà quotidiana appena descritta, ecco che si insinua un mistero, un elemento fantastico e fuori dall'ordinario che stravolgerà le vite dei protagonisti e le vite del paese stesso, e che sarà alla base della storia. Il mistero, in Stranger Things, è rappresentato dalla scomparsa di Will Byers e dall'arrivo di Eleven, ma tutti i film a cui la serie Netflix si ispira hanno un mistero che stravolge le vite dei protagonisti. In The Goonies il mistero ha la forma dell'antico tesoro di Willy l'orbo, in Stand by Me c'è di mezzo un cadavere, mentre in Explorers il mistero è uno strano sogno che porterà alle stelle. Come è facile evincere, il mistero è un problema importante che va risolto al più presto, oppure la sua soluzione (come in The Goonies).

Una corsa, contro il tempo e non solo

Che sia per colpa del mistero o meno, c'è sempre un limite di tempo entro cui qualcosa va fatto assolutamente per evitare l'accadimento di cose brutte, che può essere la fine della scuola o la scadenza di un importante contratto. Questo aggiunge una forte tensione, data anche dal fatto che i protagonisti sono sempre in fuga da qualcosa, costretti a nascondersi o fuggire. Non c'è mai tempo, tutto deve essere fatto di corsa, e spesso di nascosto, sia dai cattivi, sia dagli adulti.

Gli adulti non capirebbero

Una cosa molto importante: i ragazzini sono da soli. Quello che sanno non possono dirlo agli adulti, che non capirebbero, incapaci come sono a comprendere e accettare lo straordinario, a pensare oltre gli schemi preconfezionati. Sono quindi costretti a dire bugie, a comportarsi in modo strano e furtivo e a beccarsi punizioni. La mancanza di dialogo tra genitori e figli è uno dei motivi principali per cui i giovanissimo finiranno nei guai. Certo, in Stranger Things ci sono anche due adulti che credono ai bambini e li aiutano, ma sono personaggi che vengono visti come folli dal resto degli adulti e quindi non rientrano nello schema prestabilito delle cose. 

Una grande minaccia 

Il mistero, da solo, non basta a mettere a soqquadro le vite dei protagonisti. Le strane cose che stanno accadendo interessano o vedono coinvolti persone o esseri pericolosi. In Stranger Things esiste addirittura una doppia minaccia: gli uomini cattivi del governo, ossia gli scienziati ispirati neanche tanto velatamente a quelli di E.T., e il Demogorgone, mostro dimensionale che è sia Lo squalo che lo xenomorfo di Alien. La minaccia vuole impedire ai protagonisti di risolvere il mistero, perché ne è la causa o perché può trarne vantaggio. Ed ecco quindi che l'avventura diventerà una corsa contro il tempo per riuscire a essere sempre qualche passo avanti rispetto ai cattivoni. 

Un essere fuori dall'ordinario

Spesso legato al mistero in corso, o a volte capitatovi dentro suo malgrado, c'è sempre un essere estraneo e alieno che gioca un ruolo fondamentale nella vicenda. In Stranger Things ne abbiamo ovviamente due, ma se il Demogorgone è parte della minaccia, qui è Eleven a vestire il ruolo che in altre pellicole è stato del piccolo alieno E.T. o dell'enorme e deforme Slot. Quest'essere è il classico aiuto ultraterreno, e diventerà membro a tutti gli effetti della banda di amici. Il suo essere diverso è qualcosa che ha in comune con i protagonisti, ed è anche il suo più grande pregio.




Di seguito troverete un elenco di punti che, per me, dovrebbero caratterizzare un gioco ideale su Stranger Things e questo genere senza nome di cui abbiamo parlato.

  • Ragazzini sfigatelli come protagonisti: i nostri protagonisti non devono essere energumeni con spadoni o mortali ladre poppute, ma semplici ragazzini. Geniali certo, e coraggiosissimi, ma comunque ragazzini. Specialmente, ragazzini emarginati. Potrebbe essere carino elencare uno o due motivi per cui sono speciali e geniali, e un paio di motivi per cui sono strani ed emerginati, come dei tratti. 
  • Con gli adulti non si può ragionare: deve essere impossibile ragionare con gli adulti, proprio da regolamento. Gli unici modi per manipolare in qualche modo i grandi dovrebbero essere mentire, nascondere cose, agire di nascosto e azioni simili.
  • Il potere dell'amicizia: una meccanica che premi il legame d'amicizia tra i protagonisti e che lo renda essenziale durante alcuni conflitti. 
  • L'escalation della minaccia: se non si agisce, la minaccia otterrà sempre più terreno. Avete presente i fronti di Mostro della Settimana? Una cosa simile potrebbe essere particolarmente azzeccata in questo contesto. 
  • Un sistema di timer: c'è sempre un tic tac che preme sulle teste dei protagonisti e qualcosa che va fatto prima che finisca il tempo. 
  • Nessuno utilizzi l'amico magico: ossia il corrispettivo di Eleven o E.T. Questo personaggio dovrebbe (o potrebbe, vedete voi) essere un png, magari "manipolabile" dai giocatori tramite alcune meccaniche. L'idea è che i giocatori utilizzino solo i ragazzini, che vedano gli eventi attraverso i loro occhi, in modo che l'essere sovrannaturale mantenga un certo alone di mistero. In un gioco senza GM potrebbe venire utilizzato da tutti, in modo da essere vago e misterioso.
  • Il mistero si svela piano piano: che è una cosa ottenibile sia con un GM che ha preparato il plot, sia inventando ciò che serve al momento. 






Siamo troppo pigri o non abbiamo il tempo per costruirci un gioco tutto da zero? Niente paura, di seguito vi propongo qualche titolo abbastanza azzeccato, che potrete usare al naturale o dopo una serie di modifiche.

Bubblegumshoe - lo trovate qui
Praticamente il Gumshoe system con i ragazzini. È perfetto perché ci sono misteri da risolvere, ci sono i ragazzini con le loro forti relazioni d'amicizia e c'è un paesino da creare ed esplorare giocando. Il Gumshoe è un regolamento che da sempre pone enfasi sulle fasi investigative, che è una cosa che non stona per niente nel contesto di cui stiamo parlando. L'unica differenza è che il gioco è pensato per un setting moderno piuttosto che uno anni '80, ma immagino non sia un problema difficile da risolvere. 


Di cosa hai paura - lo trovate qui
Con questo siamo molto più sulle parti di Stranger Things e Super 8 piuttosto che E.T. e The Goonies, e quindi va decisamente bene. Ovvio, non solo per questo. È un gioco basato sul motore Gumshoe, quindi decisamente investigativo, e ci mette nei panni di persone comuni alle prese con le paure ataviche dell'infanzia. Molto facile da adattare per i nostri scopi. 


Little Fears - lo trovate qui
Come si può facilmente evincere dal titolo, Little Fears parla di paure infantili. I protagonisti sono bambini e l'atmosfera è quella di molti romanzi di Stephen King. Il setting principale prevede dei bambini braccati da mostri che rappresentano i vizi capitali. I bambini possiedono una sorta di magia ancestrale con la quale possono difendersi. Esistono però setting molto più vicini a Stranger Things, tanto che la Nightmare Edition permette di ricreare quel tipo di premesse. Forse il regolamento risulta un po' troppo macchinoso per lo scopo, ma secondo me può funzionare senza problemi. 


Annalise - lo trovate qui
Annalise è un gioco masterless dove si giocano persone comuni alle prese con un vampiro. Il vampiro può essere qualsiasi tipo di mostro, e i personaggi possono tranquillamente essere dei bambini alla Goonies, personaggi che hanno subito un grande dolore nella loro vita e che sono vulnerabili proprio per questo (e quindi si rifà al background di molti protagonisti del genere). Il risultato potrebbe essere un po' più crudo e horror di quanto visto nella serie tv, ma secondo me le affinità sono palesi.



Chiudendo l'articolo, voi cosa ne pensate? Cosa dovrebbe avere un gioco su Stranger Things e titoli affini per essere davvero efficace? Come creereste un gioco dedicato? Quale gioco esistente, anche diverso da quelli proposti, usereste? Fatemelo sapere nei commenti.